Carmen-Habanera

Carmen-Habanera

Frasi bellissime su musica di Georges Bizet “Habanera”:

Carmen è un’opéra-comique di Georges Bizet in quattro atti (o quadri, come vengono chiamati dal compositore), su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy. Tratta dalla novella omonima di Prosper Mérimée (1845), vi apporta delle modifiche salienti tra cui l’introduzione dei personaggi di Escamillo e Micaela, e il carattere di Don José, che nel romanzo viene descritto come un bandito rozzo e brutale.

Bizet stesso collaborò al libretto, scrivendo anche le parole della celebre habanera L’amour est un oiseau rebelle.

La sua prima rappresentazione avvenne all’Opéra-Comique di Parigi il 3 marzo 1875. Inizialmente l’opera non ebbe grande successo, così che Bizet, morto tre mesi dopo la prima rappresentazione, non poté vederne la fortuna.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

(FR)«Jamais Carmen ne cédera!
Libre elle est née et libre elle mourra!»
(IT)«Giammai Carmen cederà!
Libera è nata e libera morirà!»
(Carmen, Atto IV)

L’opera lirica nacque dall’incarico basato sullo scrivere un’opera che trattava il romanzo di Mérimée e che dovesse debuttare alla fine dell’anno. Tuttavia, difficoltà nel trovare una protagonista femminile ritardarono le prove fino ad agosto 1874. Bizet comprò una casa a Bougival, sulla Senna, dove terminò la partitura per pianoforte durante l’estate del 1874 e l’orchestrazione completa dopo due mesi.

Dopo aver avvicinato le cantanti Zulma Bouffar e Marie Roze, che rifiutarono la parte,[2] du Locle avvicinò il famoso mezzosoprano Célestine Galli-Marié. In seguito ad una trattativa economica, quest’ultima accettò nel dicembre del 1873 per 2.500 franchi al mese per quattro mesi.

Durante le prove, l’assistente di Du Locle, Adolphe de Leuven, espresse il suo malcontento per la trama dell’opera, e fece pressione su Bizet e sui librettisti per modificare il finale tragico. Per Leuven sarebbe stato uno shock per le famiglie vedere un’opera così “dissoluta” sul palcoscenico dell’Opéra-Comique, un teatro con la reputazione di essere adatto ad un pubblico di famiglie. I librettisti accettarono di cambiare il finale ma Bizet rifiutò e consegnò direttamente le sue dimissioni a Leuven agli inizi del 1874. I librettisti quindi attenuarono alcuni degli elementi più forti della novella di Mérimée.

Le prove finalmente iniziarono nell’ottobre del 1874. I membri dell’orchestra dell’Opéra-Comique dichiararono la partitura non eseguibile, e il cast si trovò in difficoltà a seguire le indicazioni di Bizet. Tuttavia, l’opposizione più forte venne da Du Locle,[3] a cui piaceva Bizet personalmente, ma ne odiava l’opera. Le difficoltà finanziarie dell’Opéra-Comique portarono Du Locle a convincersi che l’opera avrebbe fatto fallire l’azienda, non riuscendo più a produrre un vero successo dal Faust di Charles Gounod.

I librettisti, per i quali la Carmen ebbe “poca importanza” (in quel periodo andarono in scena altre quattro opere a Parigi), cercarono segretamente di indurre i cantanti a un eccesso di drammatizzazione in modo da ridurre l’impatto dell’opera. Tuttavia, con grande gioia di Bizet, le prove finali sembrarono convincere la maggioranza della compagnia della genialità dell’opera.

Rappresentazioni[modifica | modifica wikitesto]

La prima rappresentazione ebbe luogo il 3 marzo 1875 a Parigi, il giorno stesso in cui Bizet fu premiato con la Légion d’honneur. Tra il pubblico furono presenti non solo grandi compositori come Charles Gounod, ghighiwawaCharles Lecocq e Jacques Offenbach,[4] ma anche i cantanti Hortense SchneiderZulma BouffarAnna Judic, Jean-Baptiste Faure e altre importanti personalità in campo letterario e musicale come Jules PasdeloupAlphonse Daudet e Alexandre Dumas figlio.[2]

Secondo il diario di Halévy, la prima non andò bene. Anche se ci furono delle chiamate alla ribalta dopo il primo atto, nell’intermezzo del secondo atto e il canto di Escamillo fu applaudito, gli atti 3 e 4 furono accolti dal silenzio, con l’eccezione dell’aria di Micaela nel terzo atto. I critici furono graffianti, sostenendo che il libretto fosse inadeguato per la Comique. Bizet fu condannato da entrambi i lati del dibattito wagneriano: Ernest Reyer e Adolphe Jullien lo criticarono per non aver sufficientemente abbracciato lo stile di Wagner, mentre gli altri lo condannarono per aver dato all’orchestra più importanza che alle voci.

Tuttavia, alcuni critici, come Joncières e il poeta Théodore de Banville, elogiarono l’opera per la sua innovazione. Banville in particolare lodò i librettisti per la rappresentazione di personaggi più realistici rispetto a quelli normalmente rappresentati all’Opéra-Comique. Tuttavia, a causa delle recensioni negative, l’opera faticò a rappresentare i 48 spettacoli della prima produzione e chiuse il gennaio successivo. Verso la fine delle rappresentazioni, la produzione iniziò a vendere biglietti all’ingrosso nel vano tentativo di riempire i posti a sedere.[2]

Galli-Marié nel ruolo di Carmen

Bizet non visse abbastanza per vedere il successo della sua opera: morì il 3 giugno, subito dopo la trentesima rappresentazione. Il giorno prima della sua morte firmò un contratto per una produzione viennese della Carmen.[5]In poco tempo tre fra i maggiori compositori in Europa diventarono suoi ammiratori: Richard WagnerJohannes Brahms[6] e Pëtr Il’ič Čajkovskij.[7] Friedrich Nietzsche (in Il caso Wagner) esaltò Bizet, gli elementi esotici della sua partitura e la sua chiarezza strutturale: “costruisce, organizza, termina”.

Al Wiener Staatsoper la prima esecuzione avvenne il 23 ottobre 1875 con i dialoghi recitati – caratteristici del genere dell’opéra-comique – sostituiti da recitativi all’italiana musicati da Ernest Guiraud.

Nel corso del secolo successivo è rimasta nel repertorio operistico.

Il ruolo di Carmen fu scritto per un mezzosoprano, ma la partitura pubblicata nel 1877 introdusse una versione alternativa del ruolo, trascrivendola un tono sopra per voce di soprano. Così alcuni soprani iniziarono a eseguire e registrare la parte,[8] occasionalmente anche dei contralti hanno ritratto Carmen (per esempio Ewa Podlés). La cantante non solo deve avere una buona estensione vocale, ma anche mostrare delle notevoli capacità drammatiche al fine di ritrarre il carattere complesso di Carmen, oltre a essere in grado di muoversi in maniera convincente sul palco.

Alcuni brani di quest’opera sono diventati popolari al di fuori dell’ambiente teatrale: è il caso della canzone del Toreador (Votre toast, je peux vous le rendre… Toreador) e dell’habanera (L’amour est un oiseau rebelle) cantata da Carmen. Due suite per orchestra furono arrangiate da Fritz Hofmann.

Dal 1880 è stata una delle opere più eseguite al mondo[9] e un classico del repertorio operistico. Carmen appare al secondo posto sulla lista di Operabase delle opere più rappresentate nel mondo.[10]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Atto I[modifica | modifica wikitesto]

Siviglia, Spagna, intorno al 1820: il sergente cerca di attaccare discorso con Micaela, che sta cercando Don José, ma l’azione vera e propria inizia con una marcia che annuncia il cambio della guardia: alcuni bambini imitano le mosse dei soldati. Il sergente José dice al tenente Zuniga che, per quanto graziose siano le sigaraie della fabbrica, egli non ha occhi che per Micaela, sua sorella adottiva. Suona una campana: la folla di uomini anticipa l’arrivo delle operaie, che escono. L’elettricità della musica segnala l’uscita della zingara Carmen, bella sigaraia sospettata di contrabbando che diventa centro dell’attenzione generale. Canta una torbida Habanera (L’amour est un oiseau rebelle, L’amore è un uccello ribelle). Una citazione del motivo del fato la porta faccia a faccia con Don José, che pare non notarla. Carmen gli lancia un fiore e corre in fabbrica, lasciandolo a raccoglierlo proprio mentre torna Micaela; quest’ultima porta a José soldi e notizie di sua madre (Parle-moi de ma mère, Ah! Mi parla di lei) e assieme cantano un duetto ricco di incanto ma povero di passione. Urla dalla fabbrica. Qualcuno è stato accoltellato: da Carmen, si grida da una parte. Zuniga cerca di capire cosa sia successo, quindi invia José all’interno, che ne esce portando con sé Carmen; Zuniga ne dispone l’arresto. Rinchiusa in cella e legata, Carmen esorta José a lasciarla andare, perché, dice, egli è innamorato di lei (Près des remparts de Séville, Presso il bastion di Siviglia). José è indotto ad allentare i nodi e permette che la zingara si liberi dandogli una spinta e correndo via, aiutata dalla folla che trattiene i soldati.

Atto II[modifica | modifica wikitesto]

Siamo nell’osteria di Lillas Pastia, è trascorso un mese. Lì Carmen danza e canta con le amiche Mercedes e Frasquita (Les tringles des sistres tintaient, All’udir del sistro il suon). Entra Zuniga, che cerca di sedurre Carmen, ma viene interrotto dall’arrivo del torero Escamillo (Votre toast, je peux vous le rendre, Il vostro brindisi, posso rendervelo). Anche il torero si fa sedurre da Carmen, che però lo respinge. Confidandosi con le amiche, Carmen confessa di essere innamorata di Don José, che arriva subito dopo, appena rilasciato dalla prigione dove era stato portato per averla aiutata a fuggire. Lì Josè le confessa il suo amore (La fleur que tu m’avais jetée, Il fior che avevi a me tu dato), ma vengono interrotti da Zuniga, che esorta il giovane a tornare nell’esercito. Josè si ribella e si prepara al duello ma Carmen chiama in aiuto i contrabbandieri che li separano. Capendo che non può fare altro, José si unisce a Carmen e ai fuorilegge fuggendo dall’osteria (Là-bas dans la montagne, Vieni lassù sulla montagna).

Atto III[modifica | modifica wikitesto]

L’atto terzo si apre sulle montagne dove si trova il covo dei contrabbandieri. Carmen e José ormai litigano frequentemente e la loro relazione è agli sgoccioli. Le carte predicono a Carmen una morte vicina e a Josè lo stesso destino, poco dopo lei. Subito dopo, non vista, entra Micaela alla ricerca di don José. Arriva anche Escamillo e José, geloso del rivale, lo sfida a duello ma vengono divisi da Carmen che ormai è conquistata dal torero. Micaela viene trovata nascosta tra le rocce e annuncia a José che la madre è in punto di morte: egli la segue, ma giura vendetta a Carmen (Ah! Je te tiens, fille damnée, Mia tu sei alma dannata).

Atto IV[modifica | modifica wikitesto]

Plaza de toros a Siviglia, è il giorno della corrida e la folla attende Escamillo che entra trionfante nell’arena. Carmen è ormai pazza tanto da concedersi ad Escamillo. Inoltre non si cura degli avvertimenti di Mercedes e Frasquita: Don José è nei paraggi. Ignorando i consigli delle amiche, Carmen lo incontra e José supplica Carmen di tornare con lui. Agli sprezzanti rifiuti di lei, José la minaccia ma lei gli getta addosso l’anello che le aveva donato mesi prima (‘C’est toi?? C’est moi!!’, Sei tu?? Son io!!). La folla applaude Escamillo vittorioso mentre José, accecato dall’ira, uccide Carmen con una pugnalata e si consegna ai gendarmi.

 

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